Celiachia e Social Network

Qualche mese fa lo scrittore satirico Emiliano Pagani pubblica sul suo profilo Facebook una foto in cui lui stesso mangia un panino, riportando questo contenuto:

“Io sono dell'idea che uno debba adattarsi alle tradizioni e alla cucina dei Paesi in cui vive. Per cui se questi viziati non vogliono mangiare la polenta o la pizza o la schiacciata con la mortadella, che se ne tornino pure in Celiachia o in Valsoya, da dove sono venuti, a mangiare i loro […] gelati senza glutine, ché noi non ci faremo rubare le nostre tradizioni […]”

Non riportiamo questa storia per commentarla - basti dire che si tratta di satira ed è ovvio che il contenuto risulti offensivo a una lettura superficiale - ma per riflettere insieme a voi su Celiachia e Social Network, sul ruolo di questi ultimi nel creare mode, sfatare miti, esorcizzare tabù, aprire dibattiti e attivare condivisioni.

La Celiachia è un un’intolleranza permanente al glutine, proteina presente in cerali quali frumento, segale e orzo. Ingerire glutine da parte di un celiaco comporta l’infiammazione dell’intestino tenue che, se non adeguatamente trattata, può portare a complicazioni anche molto serie.

Fino anche solo a un decennio fa pochi sapevano di cosa si trattasse e ancora oggi i celiaci, non di rado, si imbattono in conversazioni degne delle migliori rubriche umoristiche in merito a quella che ironicamente è diventata la “celiacosa?”. E’ un dato di fatto, però, che negli ultimi tempi la conoscenza di questo disturbo alimentare sia molto più diffusa. Sicuramente ha inciso la crescita dei casi di celiachia in Italia e nel mondo, ma avete provato a digitare su un qualsiasi social network le parole “celiachia” e “senza glutine”?

Il post riportato sopra è un ottimo esempio per capire l’enormità del numero di contenuti reperibili sui social circa il tema della celiachia. Vittima di un fraintendimento virale facebookiano, il post di Pagani “contro i celiaci”, ha scatenato una reazione che ha visto in poco tempo più di 500 condivisioni e infinite visualizzazioni, per non parlare della diffusione del contenuto stesso su altre piattaforme.

Ma alle tempeste social ormai siamo tutti abituati e non ci scandalizziamo più se un contenuto, un’immagine o un video diventano casi da “prima pagina” alla velocità della luce, per poi diventare obsoleti e di scarso interesse nel giro di pochi giorni.

Il fatto è che i social risultano essere sempre più gli strumenti ideali per il dibattito sui temi più disparati. Di celiachia oggi si parla sempre con più consapevolezza. E’ vero, il web in generale e i canali social nello specifico sono pieni di trappole e di insidie, pertanto è bene filtrare bene le notizie. Però è soprattutto sulle piattaforme social che se ne parla e ci si informa. Numerose sono le pagine e i gruppi Facebook dedicati all’argomento, alcuni con l’intento di informare, altri con lo scopo di condividere le proprie esperienze quotidiane, altri ancora per sdrammatizzare, con format creati ad hoc per ironizzare su credenze e luoghi comuni legati alla celiachia, come nel caso di #maidireceliaco della pagina Facebook “Massimo Zero”. Anche su Instagram ci sono tantissimi profili che affrontano il tema, corredati da piogge fittissime di hashtag per etichettare il tema e facilitare le ricerche. E’ all’interno dei social che gli utenti della rete cercano, non tanto le informazioni, ma la loro “dimensione”, prendendo parte a discussioni sulle varie community presenti. Le community spesso vengono fuori dal nulla, nel senso che nascono per caso e crescono al di là delle intenzioni. Il ruolo che ricoprono a livello sociale però è molto importante: nel caso dei celiaci, sentirsi parte di una “famiglia” può aiutare a far andare via la paura di non sapere cosa mangiare, molto banalmente. La condivisione di piatti appetitosi e sempre originali, diventa un aiuto da non sottovalutare. Il suggerimento di prodotti già provati da altre persone, invece, può rimediare alla difficoltà di reperire “la materia prima”.

La condivisione della propria esperienza stimola, incuriosisce, fa crescere altre persone. Quindi non resta altro che collegarsi e perdersi nel dolce mare del web.